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Maner Palma
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La Cultura Sportiva

La cultura sportiva è presupposto fondamentale nella pratica di ogni attività di sport. Quando si affievolisce, come avvenuto in questi ultimi tempi, il livello qualitativo della competizione sportiva cala progressivamente e, senza appropriati interventi, tende gradualmente a degenerare.

E' quanto si è verificato con puntualità: e benissimo ha fatto il governo italiano ad intervenire immediatamente con l'emanazione di un duro decreto antiviolenza, data l'insostenibile gravità della situazione.
Ad onor del vero occorre anche dire che severità e buon senso andavano adottati già nel passato da parte di coloro che avrebbero dovuto intervenire e che, invece, hanno commesso un grave peccato di lassismo.

Ebbene, l'associazione Grandi Amici della Juventus, fin dal 2003, anno della sua costituzione, oltre alla finalità di promuovere la storia della Juventus e di dedicare tutte le risorse disponibili alla beneficienza, aveva individuato, quale fondamentale pilastro, quello di concorrere a migliorare l'etica nello sport, forse presagendo il lento ma inesorabile declino che avrebbe colpito l'intero "sistema calcio".

Lo si era intuito anche osservando alcune emittenti radiotelevisive specializzate nel gettare cerini nella benzina, ed anche la carta stampata non è sempre apparsa del tutto limpida nelle analisi.
A questo punto siamo fieri di constatare come le nostre valutazioni risultino sintonizzate con quelle della proprietà e della nuova dirigenza della Juventus. Si comprende bene, anche da alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa dal suo amministratore delegato, Jean Claude Blanc:
"Abbiamo capito che nel calcio finiva un ciclo e doveva iniziarne un altro. Ed abbiamo iniziato ad agire così, ricominciando dai valori dello sport. Ed il progetto del nuovo stadio rappresenta la sintesi della nostra visione: amore per questo sporte meraviglioso che è il calcio, riavvicinamento delle famiglie, sicurezza negli stadi. Il calcio ha bisogno di cambiare cultura e noi, sfruttando la nostra massima visibilità, possiamo essere determinanti nel cambiamento. Vogliamo diventare un modello per tutti in Europa e tornare al vertice."

Ed il presidente Giovanni Cobolli Gigli: "Serve una cultura che non esasperi la sconfitta e la vittoria. Basta protestare con gli arbitri, che sono i nostri giudici, ed in quanto esseri umani possono sbagliare e questo fa parte del gioco. Non è troppo tardi per educare o rieducare alla cultura sportiva.

D'altronde la nostra associazione è nata alcuni anni prima di "Calciopoli", in tempi non sospetti, con l'obiettivo di chiamare a raccolta i grandi tifosi juventini (definiti "doc"), sparsi in Italia e nel mondo, a condizione che fossero:

  • Conoscitori e promotori della luminosa storia bianconera;
  • Convinti assertori e propugnatori degli autentici valori sportivi.


L'associazione annovera, tra i soci, la signora Elena Errico, di ben 108 anni di età!
E' meraviglioso constatare come la Juventus abbia il primato non solo nel numero ma anche nella longevità dei propri sostenitori!

Fanno inoltre parte dell'associazione gli ex calciatori Beppe Furino, Umberto Colombo ed Angelo Caroli, mentre all'estero siamo rappresentati in Spagna, Francia, Svizzera, Lussemburgo e Polonia.
In tale contesto, la nostra associazione si differenzia da alcune altre costituitesi durante e dopo "Calciopoli", che, pur annoverando grandissimi tifosi, sono apparse spesso rivendicative ed a volte anche velleitarie.

Anche noi dell'associazione, per dirla con Gianluigi Buffon, abbiamo certezze che emergono chiaramente dai contenuti del libro. Abbiamo però non ritenuto opportuno avanzare rivendicazioni per non fomentare ulteriori tensioni. Comunque, confermiamo la nostra solidarietà e tutto il nostro rispetto nei confronti di associazioni, gruppi, siti, singoli sostenitori che con orgoglio e classe portano avanti instancabilmente la "causa juventina".

Il consiglio direttivo dell'Associazione Grandi Amici della Juventus ha apprezzato ed approvato incondizionatamente il contenuto delle recenti dichiarazioni di John Elkann, apparse sui giornali d'opinione e sportivi, di cui riportiamo uno stralcio per sottoporlo all'attenta valutazione dei lettori:
"Le penalità che la Juve ha subito non le ha avute per niente: c'erano stati comportamenti giudicati inaccettabili, e come tali sono stati puniti dalle autorità sportive. La differenza con il Milan si spiega semplicemente con il fatto che per i rossoneri la responsabilità di quei comportamenti è ricaduta su consulenti esterni. Ora siamo in serie A con la conscienza a posto e soprattutto con una forte squadra, in campo e fuori. La B è stata durissima, era meglio evitarla, e una stagione di Purgatorio non è piaciuta a nessuno. Aggiungo che ci è costata un sacco di soldi."

"Credo in un modello sostenibile: il costo del lavoro non può essere l'80% del fatturato. Il Manchester United è al 55%. Si tratta di sviluppare meglio i ricavi, in Italia si paga poco per il piacere del calcio, bisogna prezzarlo meglio. Non solo con i biglietti, ma in tanti altri modi. Non è vero che spendendo tanti soldi si vincono tanti scudetti. L'Inter non è il miglior modello, lo sono invece il Manchester United e il Lione. Faccio questi ragionamenti non per dire che avremo ambizioni limitate, ma che faremo le cose seriamente. Se ci offrono Luca Toni ad un prezzo non correlato all'età del giocatore sappiamo dire di no"

"Le spese di Moggi e Giraudo erano insostenibili; avevano supplito con le plusvalenze, ma non si poteva continuare così. Noi puntiamo ad avere un funzionamento sano dell'attività sportiva e nello stesso tempo a tornare in Champions League. Per ambizione e per rendere sostenibile il business"

"La colpa datela a chi veramente ce l'ha, ad un mondo del calcio che era ed è corrotto da sempre e dove solo noi abbiamo pagato. Perchè ci chiamiamo Juve. Io non do la colpa alla triade, ma questa società non ha nulla a che fare. Se il prossimo anno giochi in serie A e hai qualche ambizione lo devi a questi nuovi dirigenti che stanno lavorando bene su tutto."

"Tifate Juve, state con la Juve. Basta, è finito il tempo dei rimpianti. Guardiamo avanti e torniamo a vincere. Dimenticare mai, ma è il campo che ci vendicherà"

 
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